In un recente procedimento penale patrocinato dall’Avv. Giovanni De Blasio, il Tribunale di Avellino ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste in relazione all’ipotesi di simulazione di reato prevista dall’art. 367 c.p.
Il fatto
La vicenda trae origine da una segnalazione presentata da una cittadina presso i Carabinieri dopo aver ricevuto una fattura di energia elettrica intestata al proprio nominativo ma riferita ad un immobile sito in (Milano), con il quale la stessa non aveva alcun collegamento.
La circostanza aveva determinato un comprensibile stato di preoccupazione, anche alla luce della crescente diffusione di utilizzi indebiti di dati personali e possibili frodi contrattuali nel settore delle forniture energetiche.
Per tale ragione la donna si era rivolta alle forze dell’ordine al fine di segnalare l’anomalia e verificare se vi fosse stato un utilizzo fraudolento dei propri dati.
Gli accertamenti emersi nel processo
Nel corso del procedimento è stato chiarito che l’imputata aveva effettivamente stipulato un contratto di fornitura energetica per l’immobile in cui viveva in affitto , mentre la fattura oggetto della segnalazione riguardava un immobile situato in Lombardia del tutto estraneo alla sua disponibilità.
La difesa ha evidenziato come la segnalazione fosse stata presentata in una situazione di oggettivo allarme e con finalità meramente cautelative, senza alcuna intenzione di simulare la commissione di un reato.
La decisione del Tribunale
All’esito del dibattimento il Tribunale ha ritenuto fondate le argomentazioni difensive, escludendo la sussistenza degli elementi costitutivi del reato contestato e pronunciando assoluzione perché il fatto non sussiste.
La decisione si inserisce nel solco dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui la simulazione di reato richiede la volontà di rappresentare all’autorità giudiziaria la commissione di un fatto penalmente rilevante nella consapevolezza della sua inesistenza, elemento che non può ritenersi integrato quando la segnalazione venga effettuata nell’ambito di un ragionevole timore di essere vittima di una possibile irregolarità o di un illecito.
Difesa nei procedimenti per simulazione di reato
Il caso evidenzia l’importanza di una corretta qualificazione giuridica dei fatti e di una difesa tecnica adeguata nei procedimenti per simulazione di reato, denunce alle autorità e segnalazioni di fatti ritenuti illeciti, nei quali l’elemento soggettivo del reato assume un ruolo decisivo.



